L’Ing. tace, crescono i dubbi. Che stia cambiando idea?

Jan 18th, 2009 di Nicola Fangareggi

Un fantasma si aggira per Reggio Emilia. E’ il fantasma di Uris Cantarelli. Dov’è finito, il nostro Ing. preferito? Cosa sta meditando? Si candida? Non si candida? Più che legittima, la curiosità è d’obbligo. L’annunciata discesa in campo dell’ex amministratore delegato di Agac ed Enia aveva scosso l’altrimenti sonnacchioso dibattito politico reggiano. Nella parte dello sfidante, l’Ing. sembrava trovarsi a proprio agio: una email al giorno, con dichiarazioni da statista sulle prospettive della crisi economica e finanziaria; legna a destra (poca) e a manca (molta), con un obiettivo costante, ovvero il sindaco di Reggio, Graziano Delrio.

La candidatura di Cantarelli per la successione a Delrio aveva scatenato timori, grida di giubilo e commenti di ogni tipo. Esultante l’Udc, già pronta ad appoggiarlo. Gaudenti Lega e Pdl, galvanizzati da un’iniziativa in grado di spaccare il corpaccione del Pd e sognare il tanto ambito ballottaggio. Gelo a sinistra, dove Uris promette di pescare, dando voce alla componente nostalgica dell’era spaggiariana.

Ma adesso? L’Ing. tace, rimanda, non commenta. Ha aperto un ufficio al Castello di via Sani, in zona Stazione. Ma la data del 22 gennaio, dapprima informalmente fatta circolare come appuntamento per la nascita pubblica di Città Attiva, è stata smentita.

Uris ha cessato di fare commenti. Ha smesso di inviare email. Partecipa a qualche cena, ma non scioglie il nodo-candidatura. Che stia cambiando idea?

I suoi sostenitori a destra iniziano a preoccuparsi. Sia Alessandri, sia Filippi hanno fatto i conti dando Cantarelli sicuramente in corsa. Per Lega e Pdl, l’Ing. in pista è vitale. Solo lui e l’area spaggiariana possono pensare di assestare al Pd un colpo mortale (o quasi). L’ex sindachessa comunista che si allea con berlusconiani e bossiani nella Città del Tricolore: questa sì che sarebbe una notizia, per i media nazionali!

Ma il silenzio post natalizio e il rinvio dell’assemblea dell’associazione trova interpretazioni contraddittorie. I vertici locali di Forza Italia danno per certa la candidatura: “E come farebbe, a questo punto,a ritirarsi?”. Eppure, il timore di un accordo in extremis con il Pd serpeggia negli ambienti dell’opposizione. E nei ragionamenti pronunciati neanche troppo sotto voce c’è chi parla del piatto forte della “spartana”: Cantarelli rinuncerebbe a correre contro Delrio in cambio della riconferma di Antonella Spaggiari alla presidenza della Fondazione Manodori. Che, in condizioni diverse, sarebbe tutt’altro che scontata.

Secondo altri osservatori, i dubbi dell’Ing. sarebbero legati alla verifica dei sondaggi.

Grande sgomento in casa Spaggiari ha provocato l’indagine del Sole24Ore sul gradimento dei sindaci, che ha collocato Delrio a un incredibile quinto posto in Italia, con percentuali ben al di sopra dei suoi colleghi di centrosinistra e addirittura superiori al voto del 2004.

Può darsi che il Sole24Ore abbia sbagliato, può darsi - come dice Fabio Filippi - che il reggiano medio non sveli la propria reale intenzione di voto a un sondaggista telefonico (forse temendo un’intercettazione del Kgb).

Fatto sta che quel sondaggio, a dispetto della scarsissima enfasi attribuitagli dai quotidiani cartacei, tutti più o meno schierati contro Delrio, ha fatto parecchio rumore. E ha fatto nascere più di un dubbio tra chi dava per scontato un crollo verticale dell’attuale maggioranza.

Sabato 31 gennaio, sindaco e maggioranza daranno vita agli “Stati Generali” della città. Si annuncia una giornata nella quale forze politiche, economiche e culturali potranno farsi sentire in vista dell’imminente campagna elettorale. Sembra certo che l’Ing. abbia deciso di aspettare almeno quella data prima di pronunciarsi, cercando di sfruttare l’effetto-rimbalzo che potrebbe derivarne.

Se Cantarelli dovesse correre, il tema del “change” sarà al centro della sua campagna elettorale. Ma non gli sarà agevole presentarsi come uomo del cambiamento presentandosi accanto ad Antonella Spaggiari, che fu sindaco tra il 1991 e il 2004.

17 Commenti a «“L’Ing. tace, crescono i dubbi. Che stia cambiando idea?”»


  1. Max said:

    Cantarelli e consorte non sono due sciocchi. Sanno che se corrono si bruciano il supporto a sinistra (con quale faccia possono andare a chiedere voti e sperare anche di farcela) e anche il supporto al centrodestra del Bonfo è ormai ridotto poche clientele simboliche sul piano elettorale ma pesanti sul piano economico.
    La riconferma alla Manodori forse quella si che vale la cosa .. e la presidenza per l’ing di qualche ente piu o meno importante.
    Penso sia solo tutta una ammuina …
    C’e solo da sperare che il PD (che non è solo Giulio Fantuzzi.. ) li tratti come devono essere trattati questi due questuanti del potere.


  2. Enrichetto said:

    Fifella, eh?


  3. Silvana said:

    No fifella, perchè i reggiani non sono cretini!
    Ci manca il duo Fasano a capo della città!
    Cantarelli comunque sta lavorando sotto per spaccare il PD con i fedelissimi della Spaggiari e a febbraio ci illuminerà del suo immenso spendore!
    Come sostiene il direttore, tuttavia, è incredibile come tutti i giornali cartacei di Reggio siano spudoratamente schierati contro Delrio e la sua giunta, in questa logica di poteri trasversali. A Reggio tutto tace, ma qualce vento potrebbe cambiare, qualche indagine potrebbe prendere forma e allora ne vedremmo proprio delle belle!
    Mi auguro che anche a Reggio chi dorme prenda finalmente pesci….


  4. Luca said:

    Oddio, per spaccare il Pd non è che ci sia proprio bisogno di Uris Cantarelli, essendo quel partito spaccato più o meno ovunque. Comunque, personalmente ho rienuto fin dall’inizio che non di una vera candidatura si trattasse, ma piuttosto di una “minaccia” di candidatura. Nel poker si direbbe: un bluff. A quale scopo? Diciamo una contrattazione preventiva degli “equilibri” post elettorali all’interno del Pd reggiano (ammesso e non concesso che, dopo le elezioni europee e amministrative, il Pd esista ancora a livello nazionale).
    D’altra parte, fuori dagli addetti ai lavori della politica, non è che Cantarelli sia molto conosciuto. Anzi. Se partecipasse davvero alle elezioni e prendesse pochi voti (ipotesi alquanto plausibile) addio contrattazione degli equilibri: al contrario, ci sarebbe un effetto boomerang.


  5. Giovanni Ferrari said:

    ..e oltre al bluff Cantarelli , Direttore la invito a dedicare uno dei suoi godibilissimi articoli al doppio bluff di Alessandri il leghista-stalinista.
    Dopo aver azzerato qualsiasi voce di dissenso alla sua linea di lotta e di governo (il governo con relativi benefici a lui, la lotta ai portatori d’acqua leghisti) e dopo aver azzerato qualsiasi personalità leghista che avesse un QI tale da potergli replicare (es. il segretario provinciale Ponis sostituito da un suo yes man) adesso il nostro uomo vuole stare un po in vetrina a poco prezzo. Fa il candidato sindaco senza parlare neanche con gli altri pezzi del centrodx, spara fanfaronate e appare ogni giorno sui quotidiani reggiani di corte, tanto sa benissimo che non rischia il ballottaggio e se ne guarda bene dal mollare la presa sul partito o di far crescere qualche amministratore che non riesca a controllare. Due leghisti della prima ora mi hanno detto che faranno voto disgiunto (ovvero voto al partito ma non al loro candidato sindaco) pur di non dare il voto a questo leghista-craxista (cosi lo hanno definito) che sta costruendo il suo feudo di potere personale.


  6. Enrichetto said:

    Beh, visto che la Lega a Reggio ha preso l’otto per cento direi che quel leghista craxista parte da una buona base.
    Penso che dopo le prossime elezioni il feudo leghista-craxista aumenterà e di molto il numero dei suoi valvassori e valvassini.
    In fin dei conti di noi (e soprattutto di voi…) chi non è stato craxista?


  7. Giovanni Ferrari said:

    Io no.
    Non credo di essere l’unico.
    Non credo che Craxi sia stato uno statista, al massimo un mariuolo (ricordate) latitante
    Non credo che l’otto percento leghista significhi qualcosa politicamente specie con le “idee” che ha dietro. E’ solo odio per il diverso e per il povero mascherato in una ridda di parole.


  8. Luca said:

    Con me siamo due. Mai stato craxista. Meno che mai quando sembrava di moda.


  9. Enrichetto said:

    Complimenti al signor Ferrari per la valutazione politica pacata, equilibrata ed obiettiva…
    Ma lei pensa davvero che tutto il nord sia impegnato ad “odiare” qualcuno?
    Non piuttosto che si siano tutti stufati delle parole (quelle si) di un centrosinistra incapace di dare risposte concrete?
    L’otto per cento a Reggio, dove il PCI ha messo le radici anche in chiesa, è un risultato alla Obama.
    In proiezione nazionale è ben più alto.
    Al nord poi, il centrosinistra ha ceduto alla Lega anche le mutande, tanto sono stufi gli operai delle frottole che continuano a propinare loro.
    E’ comodo mascherare gli errori catastrofici delle ultime edizioni ulivisto-democratiche nascondendosi sempre dietro i soliti quattro poveri extracomunitari maltrattati da Borghezio…
    E’ dal 1945 che quando qualche partito viene preferito a quelli di sinistra invocate il “voto di protesta” come unica motivazione per giustificare la sconfitta!
    E finché osservatori politici acuti come lei continueranno a non capire, la Lega sarà destinata ad aumentare sempre di più i suoi consensi.
    Ce l’aveste ancora il povero Craxi forse avreste vinto qualche elezione in più, altro che gli ultimi due personaggi che avete proposto!


  10. Giovanni Ferrari said:

    La Lega la capisco benissimo.
    Per un pugno di voti e il potere non esita a scatenare i demoni del razzismo e dell’odio per il diverso che esiste in ogni persona.
    Quanto a risolvere i problemi vidi come Formentini e sua giunta leghista milanese li risolsero…chieda al Albertini che li ereditò tali e quali.
    Il PCI non esiste piu da diversi anni (temo sia rimasto un po indietro) e si attarda su battaglie ideologiche e fondamentaliste.
    Non sono di sinistra. Di Craxi ho gia detto. Riposi in pace.
    Se studia la storia tedesca vedrà che la NSDAP (nazionalsocialisti) andarono al potere democraticamente partendo da percentuali leghiste..e fecero quel che fecero. Ci rifletta bene. Poi scriva.


  11. Enrichetto said:

    Caro Giovanni, mi dispiace per lei ma è cascato male.
    Sono un attento lettore di tutti gli avvenimenti che riguardano la Germania ed un appassionato di storia dagli Hoenzollern in poi e digerisco chili e chili di libri su quegli argomenti.
    Vado ogni mese a Berlino dove ho parecchi amici di tutte le inclinazioni politiche e credo di essere un buon conoscitore della storia tedesca.
    Paragonare l’ascesa della lega a quella del Nationalsozialistiche Deutsche Arbeit Partei è un falso storico.
    Le ragioni che hanno mandato al potere Hitler sono completamente diverse da quelle per cui sta avanzando la Lega.
    E’ diverso il contesto storico, la sensibilità culturale dei popoli occidentali, è diversa la loro stessa ricchezza e sono diversi gli ideali.
    Non si deve perdere di vista che nel 1933 il popolo tedesco, affamato da un indecoroso e poco lungimirante trattato di Versailles, viveva nelle topaie e moriva di fame tranne pochissimi benestanti, tra cui purtroppo gli Ebrei che sono diventati, dico ancora purtroppo, la vittima sacrificale del momento.
    Al giorno d’oggi, per fortuna, noi abbiamo il problema opposto, cioè dimagrire e non ingrassare ed oltretutto siamo protetti da cinque basi americane che impedirebbero qualsiasi tentativo “traumatico” di presa del potere da parte di chiunque.
    Detto questo credo di poter ugualmente affermare che la Lega non si è fatta strada grazie a gruppi armati e squadre violente ma solo a causa del profondo malcontanto di una larga parte dell’opinione pubblica che l’ha votata democraticamente.
    Che poi all’interno di essa esistano soggetti coloriti ed a volte improponibili non toglie nulla al ragionamento principale.
    In fin dei conti anche la sinistra ha avuto i suoi soggetti che le hanno fatto più male che bene: tutti gli sparabulloni e no-global che abbiamo visto durante il governo Prodi (e che in parte sedevanoin parlamento) erano forse più proponibili di Borghezio o del Bossi prima maniera?
    Almeno io Maroni, Calderoli o Castelli proprio con la Luger in mano non ce li vedo proprio…
    A proposito dell’odio, visto che mi parla di Germania, vada a fare un giro a Berlino: troverà 300mila turchi ed altrettanti extracomunitari di tutte le etnie che lavorano TUTTI e non ne vedrà neppure uno per la strada.
    Ma non perché li portano a Sachsenhausen, solo perché evitano di farne entrare più di quelli che servono alle strutture produttive.
    E la Lega cosa propone di fare? Di rimpatriare il sovrappiù, non certo di eliminarli col gas.
    Ma c’è sempre un Cardinal Bertone che prende in mano il telefono e si mette a piangere, così poverini devono tutti rimanere qua.
    A delinquere.


  12. Filippo said:

    Enrichetto filogermanico .. sveglia ! E’ evidentente che non si possono sovrapporre situazioni storiche distanti 70 anni ed è inutile fare lo storico da quattro soldi, ma le ragioni umane che cita Ferrari sono in tutti.
    A tutti (destra, sinistra, centro, operai, padroni, buoni e cattivi) da fastidio il diverso, lo straniero e il poveraccio specie quando si vede.
    Certo che il suo metodo leghista di sfruttarlo politicamente ha dei brutti precedenti e Ferrari glielo ha ricordato.
    Poi i clandestini ci sono anche in Germania solo che i suoi amici non li vedono. E i disoccupati ci sono anche in germania come pure lo sfruttamento degli immigrati e la criminalità..magari non hanno la camorra , la mafia e landrangheta ma quella è italianissima e non è dovuta agli extracomunitari.
    E lasci stare il Card. Bertone che il ruolo della Chiesa è sempre stato quello di difendere i piu deboli e almeno stavolta ha fatto il suo mestiere.


  13. Enrichetto said:

    Caro Filippo, per prima cosa storico da quattro soldi sarà lei.
    E visto che lo è, si rilegga anche quello che ha scritto: “filogermanico” lo sono certo ma si ricordi che la Germania (e Berlino in particolare) oggi è uno stato dove viene immediatamente represso e messo al bando ogni anche solo vaghissimo sentimento razzista e prevaricatore.
    Solo che in Germania esiste un senso civico ed un rispetto per gli altri che in Italia non esiste.
    E questo senso civico vale per tutti, Gastarbeiter compresi.
    Il problema non è la Lega ma quella parte di intolleranza che è insita in ciascuno di noi, indipendentemente dalla propria inclinazione politica, come anche lei ha giustamente osservato.
    Se questa è irregimentata e tenuta sotto controllo da un sistema che garantisca il non superamento dei confini di un contraddittorio e di un confronto nei limiti della democrazia, allora non c’è Lega o Rifondazione o Neonazi che tengano, proprio come accade almeno fino ad ora in Germania.
    Dopo 60 anni, invece, la democrazia italiana non è riuscita ad emarginare la mafia, sta consentendo alla ‘ndrangheta di infiltrarsi ormai anche al nord ed il potere centrale è sempre più corruttibile ed inefficiente, al punto che chiunque sia al governo il risultato finale cambia molto poco.
    E lei tutto questo lo ritiene un risultato meno pericoloso dell’ascesa di un partito come la Lega?
    Meglio continuare con sprechi, furti di stato legalizzati, furbetti e furboni, mafiosi e Casalesi?
    Forse la gente sta valutando che dopo sessant’anni passati senza vedere nessun risultato sarebbe ora di cambiare qualcosa.
    E lasciamo perdere Bertone e il Vaticano che gonfi di ricchezze e proprietà come sono, non stanno certo a preoccuparsi dei poveretti (semmai quello lo fanno i parroci, i frati e i missionari) ma solo del mantenimento della propria rendita di posizione.


  14. Luca said:

    Egregio signor Enrichetto, ci si ritrova! Mi tolga una curiosità: lei sarà mica leghista? Se, per caso, lo fosse, temo di doverle dare una cattiva notizia: anche la prossima volta, a Reggio, la Lega Nord perderà le elezioni. Il candidato leghista, questo sì, potrebbe arrivare davanti a Filippi. Ma non è una gran consolazione: davanti a Filippi potremmo arrivare pure io lei. Buone cose


  15. Enrichetto said:

    Carissimo Luca, no, non sono mai stato leghista ed ho sempre votato per altri.
    Però stavolta mi sono stufato di essere preso in giro e - almeno a Reggio - voto Lega.
    Che il candidato del PDL lo possiamo battere anche io e lei, purtroppo è un dato di fatto, infatti voto lega anche per questo.
    Che poi a Reggio vincano sempre gli stessi da sessant’anni è pure quello assodato, nessuno si illude che qualcun altro possa intaccare il potere rosso.
    Dopo l’Unione Sovietica, il Muro di Berlino e la Cortina di Ferro ci mancherebbe che crollasse anche il potere delle Coop a cavallo della Linea Gotica… e dopo di che si parlerebbe più?
    Sempre cordialità.


  16. malandrino said:

    Salve a tutti,
    ho trovato interessante questo sito e vedo molti contributi anche se a volte il blog tende a diventare un po’… come dire… singolar tenzone tra pochi duellanti.
    Però capita e mi pare il male minore.
    Comunque è sintomo di dibattito.

    Vi propongo un tema spero attinente: sento molta gente dire che a Reggio è stufa di essere presa in giro dai politici degli ultimi anni. Litania poco originale, ma i mali di pancia ormai sono molto forti e molto sinceri. Leggo poi i resocnti dei consigli comunali reggiani ed ogni volta scopro che invece di dibattere il merito si azzuffano - quando non dormono - su stupidaggini di partito e beghe di corrente, opposizioni di destra assolutamente incluse, senza mai occuparsi con competenza di qualcosa.
    Ora, Reggio mi pare una terra che partendo da una grande miseria di fine ottocento e primo novecento, dopo la guerra ha saputo costruirsi con pazienza e con tenacia un diffuso benessere sociale ed una buona cultura dell’altruismo. Certo, la ricetta locale qui è stata per molto tempo quella del monopartito un po’ bolscevico, ma non si può non ammettere che le energie della gente sono state vere e l’allegria non mancava nemmeno in tempi di magra.
    Ora, non credo che questo spirito risorga né nel voto leghista di protesta né in quello forzista (PDL, intendo) di ricerca di una rivincita storica.
    C’è a parer vostro un modo attuale di incanalare energie positive?
    Escludendo, ovviamente, di fare il baciapile e pure di dire che siccome oggi è sorto il sole è merito del sindaco in carica. Scontato ma necessario ricordare che il “volemose bene” ed il “siamo tutti uguali” non hanno mai risollevato nessuno: né un’impresa, né una città, né una nazione.
    Qualche opinione?


  17. ghino di tacco said:

    è un bluff, cantarelli è un bluff

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